Capri non smette mai di stupire. I suoi posti più belli, quasi sicuramente, già li conoscete. Ma c’è un luogo che, solitamente e ingiustamente, resta un po’ fuori dalle location più celebri dell’isola: stiamo parlando di villa Malaparte. E vale davvero la pena visitarla. Per diversi motivi.
Villa Malaparte è un posto unico nel suo genere. Si tratta di una sorta di parallelepipedo di colore rosso pompeiano che sembra quasi nascere dalla roccia brulla che si trova nella parte terminale di punta Masullo. Intorno c’è solo il mare, nient’altro. Un autentico spettacolo di colori, con il rosso della villa in contrasto con il blu del mare.
Esattamente come l’esterno, allo stesso modo anche gli interni sono in uno stile estremamente minimalista ed essenziale: interni che sembrano quasi ricordare quelli di un monastero. Del resto, l’intero edificio è considerato uno dei più alti esempi, quasi un’icona dell’architettura razionalista italiana.
Curzio Malaparte, nome d’arte di Kurt Erich Suckert, è stato tante cose: scrittore, ufficiale, poeta. È diventato celere a livello mondiale soprattutto grazie ai suoi romanzi Kaputt e La pelle, fortemente basati sulle sue esperienze durante la seconda guerra mondiale.
Fu lui stesso a costruire la villa in quella posizione e, per sua stessa ammissione, la costruzione era una sorta di trasposizione di se stesso: infatti, Curzio Malaparte la definiva “casa come me”.
Il cinema non poteva restare indifferenze a un luogo dal fascino così magnetico. In particolare, il cinema d’autore non poteva.
Villa Malaparte non è aperta al pubblico e non è molto agevole da raggiungere: dovete cimentarvi nella passeggiata del Pizzolungo, che passa proprio per capo Masullo. Perché arrivarci, dunque? Semplice: per ammirare un panorama senza eguali.
Fonte immagine: Flickr.com/photos/elena_mch
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