L’isola di Ortigia custodisce l’antica Fonte Aretusa ricoperta dal verde delle piante nate spontaneamente tra cui il papiro e per questo soprannominata anche “funtana re papiri”. Questo luogo millenario ha un fascino misterioso a cui è legata una leggenda che ha ispirato tanti artisti, filosofi e pittori che hanno contribuito a rendere la fonte celebre in tutto il mondo, come l’opera “La Metamorfosi” di Ovidio.
Scopriamo di più.
I segreti di questa famosa fonte:
Aretusa è una fonte d’acqua che nasce nel Peloponneso in Grecia e arriva sull’isola attraverso un percorso sotterraneo e sfocia vicino il lungomare di Alfeo a Ortigia formando un grazioso laghetto semicircolare circondato da delle possenti mura in pietra e ricoperto da verdi rampicanti. Al suo interno ospita uno dei soli due esemplari di papireto selvatici presenti in Europa (l’altro è quello di Fiume siciliano Fiumefreddo, il papiro infatti è una pianta che nasce spontaneamente solo in Egitto) che servono da riparo alle numerose specie di pesci e anatre che la popolano.
Nelle vicinanze della fonte è possibile ammirare la statua di Aretusa e Alfeo in bronzo, opera dello scultore Poidomani, accanto un maestoso albero di ficus (soprannominato ficus aretuseò) risalente al XVIII secolo. Un tempo dall’Aretusa arrivava l’acqua alle concerie della città di cui ancora oggi sono visibili gli antichi resti nei sotterranei di Ortigia nei pressi della fonte. Puoi raggiungere facilmente la provincia di Siracusa salpando su uno dei traghetti per la Sicilia diretti verso i porti di Catania o Messina e poi da li arrivare a Ortigia in auto oppure scegliendo i collegamenti in bus o in treno tra le due località.
Nella mitologia Aretusa (Arethusae) era una meravigliosa ninfa che aveva dedicato la sua vita alla dea della caccia Artemide-Diana. La giovane dal lunghi capelli neri un giorno si allontanò per fare un bagno nelle limpide acque del fiume Alfeo che nasce in Grecia e arriva fino al Mar Ionio innamoratosi della sua bellezza assunte le sembianze di un uomo per mostrarsi a lei. Aretusa spaventata nel tentativo di fuggire invocò l’aiuto della dea Diana che per proteggerla la trasformò appunto in una fonte nei pressi della spiaggia di Ortigia che sfocia nel Porto Grande di Siracusa. Alfeo distrutto dal dolore supplicò gli dei di trasformarlo a sua volta in un fiume e restare per sempre vicino alla sua adorata ninfa Aretusa, unendo le loro acque al largo nel punto chiamato “occhio della Ziilica” o ancora “occhio di Cilica” dando vita a loro volta a una fontana di acqua dolce in mezzo del mare.
Questa leggenda è anche un modo per ricordare le lontane origini greche degli abitanti di quest’isola colonizzata anche grazie alla presenza di questa fonte, i Greci infatti non si sarebbero mai insediati in un luogo privo di una fonte d’acqua come questa. Oggi Aretusa è la protettrice della città di Siracusa.
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