Lasciatevi meravigliare alla vista di un’antica e meravigliosa città che riposa nei fondali del Mar Mediterraneo al largo di Baia. L’Atlantide Romana o come molti l’hanno rinominata la Pompei Sommersa.
“Nulla al mondo è più splendente dell’ameno golfo di Baia” (Orazio, Ep. I – 1, 83)
Una delizia per gli occhi studi dei subacquei che decidono di immergersi in questo angolo del Golfo di Napoli, un tempo luogo di villeggiatura di patrizi e imperatori romani.
Tutto sull’Atlandite Romana:
Baia che anticamente si chiamava Baiae è una località dei Campi Flegrei e parte del comune di Bacoli della città di Napoli, il suo nome deriva da Baios l’inserviente di Ulisse che sembra essere stato sepolto su questa terra. Baia è all’interno di un piccolo golfo chiuso ai lati da Punta Epitaffio e Punta Lanterna. Qui aveva sede anche un vulcano ormai in parte sprofondato nel mare. La zona è famosa per l’allevamento di molluschi di mare oltre che per la ricchezza dei ritrovamenti archeologici di grande importanza storico culturale. In passato quest’area era una città dove regnava l’opulenza, la bellezza e le arti. Qui i patrizi possedevano bellissime ville romane per la villeggiatura, grazie anche alla presenza di calde fonti termali dalle proprietà curative. Tutto finì quando l’intera città venne sepolta a causa dell’assestamento della crosta terrestre e dell’attività vulcanica alla fine III secolo dopo Cristo, e oggi le sue antiche bellezze sono riemerse dalle acque del mare.
La scoperta dell’antica città di Baiae avvenne circa trent’anni fa quasi per caso, mentre si cercava di dragare il fondale del porto di Baia per rimuovere le secche e gli scogli che rendevano pericoloso l’attracco delle navi che collegavano la tratta Procida – Ischia per via dei fondali bassi. Nessuno poteva immaginarsi che invece di sabbia e rocce, i macchinari portarono ala luce parti di antiche statue e mosaici romani. Era l’antica Baiae che riemergeva dalle acque rivendicando il suo antico splendore per troppo tempo ingiustamente sepolto.
Nel 2002 è stato istituito il Parco Archeologico Sommerso di Baia che, assieme al Parco Sommerso di Gaiola costituiscono un progetto di protezione archeologica e naturalistica subacquea. I resti sommersi dell’antica città di Baia sono in parte ancora visibili per coloro che scendono nella profondità del mare per un’immersione subacquea dei fondali marini, scegliendo uno dei 6 diversi percorsi e tra i 14 punti di immersione.
Tra i tesori sepolti dal mare è possibile ammirare attraverso un’immersione:
Ancora resti di strade, opere d’arte, statue, peschiere, cisterne e taverne. Alcuni di questi sono stati fatti riemergere dal mare per essere esposti nei musei dove tutti possono ammirarli, come le sculture appartenenti al Ninfeo dell’imperatore Claudio oggi in mostra nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei presso il Castello Aragonese, oppure la Testa di Apollo dell’Omphalos di Calamide ora custodita nel Museo archeologico di Napoli.
Visita il misterioso e incantevole parco archeologico sommerso di Baia grazie alla barca con fondo trasparente della Lomar Dreams durante la tua vacanza nelle isole di Capri, Procida e Ischia. Il porticciolo di Baia e il Parco Archeologico distano solo mezz’ora di auto dalla città di Napoli, il principale porto da cui partono i traghetti per le isole del Golfo di Napoli.
Photo Credits:
Foto di Ruthven da Wikimedia Commons
Foto di Daniel Ventura da Wikimedia Commons
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