Castel dell’Ovo: storia, leggenda e curiosità di uno dei simboli del Golfo di Napoli

Quando pensiamo alla città di Napoli e al suo golfo è difficile non legare la loro immagine a quella di Castel dell’Ovo fronte mare che si erge dall’isolotto di tufo di Megaride, collegato ai quartieri centrali di Chiaia e San Ferdinando da una lingua di roccia. Castel dell’Ovo è uno di quei posti da vedere assolutamente durante un viaggio nella città di Napoli, accompagnandolo a una visita delle splendide isole del Golfo di Napoli raggiungibili facilmente in giornata con il traghetto (consulta tutte le disponibilità dal nostro comparatori traghetti per il Golfo di Napoli su questa pagina).
Il più antico castello di Napoli tra storia e leggenda:

  • Perché si chiama Castel dell’Ovo?
  • Come è nato Castel dell’Ovo: Storia
  • Cosa vedere: Cosa c’è dentro Castel dell’Ovo a Napoli

 

Perché si chiama Castel dell’Ovo?

Durante il Medioevo l’isolotto Megaride che ospita Castel dell’Ovo era frequentato da coloro che praticavano e studiavano l’esoterismo: interessati alla sperimentazione dell’ “Uovo alchemico” o “Uovo filosofico” inteso come contenitore all’interno del quale fondere assieme elementi di poco pregio per ottenerne un materiale prezioso, come l’oro. L’originale nome dato al castello è legato a questo aspetto e a un’antica leggenda napoletana secondo cui il celebre poeta Virgilio Marone (conosciuto anche con l’appellativo di Virgilio mago”, per via della sua passione per l’esoterismo e amatissimo dal popolo napoletano visto quasi come un protettore della città dopo aver contribuito a risolvere il problema della pestilenza a seguito di un’intensa attività di bonifica della città), nascose dentro una gabbia di ferro un uovo (alcuni raccontano in una brocca di cristallo) e lo nascose in un luogo segreto nelle fondamenta del castello, secondo il poeta alchimista se l’uovo si sarebbe rotto con sé avrebbe portato alla distruzione della città di Napoli. A seguito di un crollo cedimento delle mura del castello avvenuto nel XIV secolo, l’uovo si danneggiò e per scaramanzia venne sostituito con uno nuovo.

Durante il periodo della conquista spagnola del Regno di Napoli, per via dell’errata pronuncia gli spagnoli chiamavano Castel dell’Ovo, “Castel del Lobo” che per loro tradotto suonava come “Castel del Lupo” tant’è che in Spagna era conosciuto come tale.

 

Come è nato Castel dell’Ovo: Storia

Castel dell’Ovo oggi è il castello più antico della città di Napoli e sorge sull’isolotto di Megaride, che secondo la leggenda fu l’approdo della sirena Partenope fondatrice della città di Napoli nel VIII secolo a.C. un tempo conosciuta proprio con il nome di Parthenophe e i suoi abitanti con il nome di partenopei.

La costruzione del castello la si deve a Ruggiero il Normanno dopo aver conquistato la città di Napoli nel 1140 e poi fortificato più volte nei secoli successivi con l’aggiunta di nuove torri difensive. Dopo la conquista normanna, passò sotto il dominio del popolo svevo e destinato sia ad uso abitativo che di prigione di stato. A seguire divenne la dimora del Re Carlo I d’Angiò e della sua famiglia che qui custodivano anche i loro preziosi averi, in quel periodo il castello venne ribattezzato “Chateau de l’Oeuf” (tradotto in lingua francese). Nel corso dei secoli è stato sottoposto a diversi lavori di ristrutturazione e restauro che ne hanno modificato l’aspetto originario.

 

Cosa vedere: Cosa c’è dentro Castel dell’Ovo a Napoli

Il castello è tra i più belli d’Italia e data la sua posizione strategica sul mare dalla sua sommità oltre ai cannoni che ornano i merli delle torri, si può ammirare un magnifico panorama sul Golfo di Napoli e sulla città che lascia a bocca aperta i visitatori. Al suo interno sono ospitate moltissime sale, alcune di queste allestite per ospitare oggi eventi  prestigiosi, convegni e congressi. L’ingresso al castello è libero e gratuito, a seguito della pandemia però è possibile accedervi solo tramite prenotazione sul sito web del Comune di Napoli. Il castello è collegato alla terraferma da un ponte, proseguendo si raggiunge facilmente l’elegante Via Partenope e il suo famoso lungomare dove trovare moltissimi ristoranti e locali con vista sul golfo.

 

Photo Credits:

Foto di gianfilippo maiga da Pixabay

Foto di Matulus da Wikimedia

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