L’arcipelago del Sulcis, al largo delle coste della Sardegna sud orientale, è un vero concentrato di meraviglie. Le isole che lo compongono sono delle piccole perle incastonate nel Mediterraneo dove una natura rigogliosa e lussureggiante cede il passo ad architetture ricche di fascino e storia. L’Isola di San Pietro non fa eccezione. Approdare qui è un po’ come sbarcare in un altro mondo: l’unico centro abitato dell’isola, Carloforte, è quanto di più lontano dalla Sardegna ci si possa aspettare. In questo borgo si parla un’altra lingua, ci sono tradizioni diverse, si vive la quotidianità in un modo differente.
U’ paize – come lo chiamano i locali – è infatti un’enclave ligure sull’isola. Fu fondata nel ‘700 da alcune famiglie di pescatori originarie di Pegli ed emigrate nella località tunisina di Tabarka che, andando alla ricerca di terre più sicure, ottennero dal re Carlo Emanuele III di Savoia il permesso di colonizzare questi luoghi.
Carloforte è ancora oggi fortemente legata a Pegli e alla Tunisia, tanto che i suoi abitanti continuano a parlare il dialetto dei loro avi liguri, un mix di genovese e tunisino chiamato tabarchino. La bellezza di questo borgo costiero, annoverato tra i più belli d’Italia, sta proprio in questo melting pot culturale estremamente eterogeneo e pittoresco, oltre che nelle magnifiche spiagge che lo circondano.
Carloforte: cosa vedere
Palazzo Cavallera
Fondato nel 1922, U’ Palassiu è oggi la sede del Cineteatro omonimo. Con la sua facciata in pietra domina il lungomare di Carloforte, ma sono gli interni in stile liberty il vero punto forte dell’edificio, un tempo Casa del Proletariato. Il Palazzo accoglieva una cooperativa di quasi 2000 soci, il cui consiglio di amministrazione fu presieduto proprio da Giuseppe Cavallera, attivo propagandista del socialismo e dell’organizzazione sindacale divenuto in seguito Sindaco di Carloforte, Deputato del Regno d’Italia e Senatore nel collegio di Iglesias.
Il Santuario della Madonna dello Schiavo
La chiesa custodisce la statua lignea di una Madonnina nera venerata dai tabarchini. La statua fu rinvenuta da uno schiavo tabarchino, Nicola Moretto, in prossimità di una spiaggia. Era sospesa nell’aria, tra un albero di datteri e uno di limoni. Il giovane la consegnò a Don Nicolò Segni, anch’esso schiavo. La notizia del ritrovamento si sparse velocemente tra la comunità in schiavitù, che decise di riunirsi attorno alla statua in segreto per invocare l’agognata libertà. In seguito alla liberazione nel 1803, la comunità eresse, per opera di Don Nicolò, il Santuario. Il 15 novembre di ogni anno, la statua viene portata in processione per le vie della città.
Il Museo Multimediale
Situato all’interno della settecentesca Torre San Vittorio, avamposto difensivo costruito nel 1768 e poi convertito a Stazione Astronomica circa un secolo dopo, il museo è dedicato alla storia dell’Isola di San Pietro. Attraverso strumenti ultra tecnologici e simulazioni in 3D, offre una panoramica di questi luoghi dalle origini geologiche fino all’insediamento datato 1738.
Il Faro di Capo Sandalo
Si trova sull’omonima scogliera a strapiombo sul mare nella parte più occidentale dell’Isola di San Pietro e dal 1984 è anche radiofaro. La vetta su cui sorge offre un panorama davvero mozzafiato, soprattutto al tramonto, ed è raggiungibile percorrendo 124 scalini a chiocciola.
Le Saline
Dichiarate Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e situate a poca distanza dal centro della città, sono state utilizzate per la produzione di sale probabilmente sin dall’epoca punica. La produzione è cessata definitivamente nel 1998, ma quest’area continua a costituire l’habitat di alcune rarità avifaunistiche della Sardegna, come il Fenicottero Rosa, il Gabbiano Corso e il Falco Pellegrino.
Le Colonne di Carloforte
Questi faraglioni di roccia scura che si ergono imponenti dal mare sembrano quasi messi a guardia del canale di San Pietro e sono dal 1993 Monumento Naturale. Fino al 2013 le due rocce avevano la stessa altezza, ma la forza del mare ha spazzato via la parte superiore di uno dei due.
Le spiagge
Il mare è l’attrazione principale di Carloforte e dell’Isola di San Pietro, le cui coste appaiono delineate da un susseguirsi di insenature e rocce frastagliate. Nella parte settentrionale si trovano Cala Vinagra e Cala Fico – insenature che ricordano un fiordo con acque smeraldine e fondali di ghiaia, ciottoli e rocce – mentre la parte meridionale è dominata dall’incantevole spiaggia La Bobba, una distesa di sabbia fine e bianchissima incorniciata dalle falesie e dalla macchia mediterranea e bagnata da un mare cristallino che digrada dolcemente. Da non perdere anche Cantagalline, una spiaggia piccolissima sconosciuta ai più frequentata principalmente dai carlofortini, Punta Nera, la spiaggia di Guidi e la piccola caletta di Geniò, con scogli e sabbia a grani grossi su cui svetta l’omonimo scoglio, nei pressi delle Colonne.
Ph. Credits:
“Carloforte, le saline” by cinemich is licensed with CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/
“File:Caffe Roma, Carloforte, Isola di San Pietro, Carbonia-Iglesias, Sardinia, Italy – panoramio.jpg” by trolvag is licensed with CC BY-SA 3.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0
“Capo Sandalo Lighthouse” by Antonio Cinotti is licensed with CC BY-NC-ND 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/
“Carloforte spiaggia Geniò” by ciric is licensed with CC BY-NC-SA 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/
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