Per Capri, le fragranze del marchio Carthusia rappresentano un’esperienza sensoriale in grado di catapultarti in un viaggio olfattivo sull’isola azzurra, opera di materie prime pregiatissime selezionate con cura e di una maestria che ha origini lontane che si intrecciano alla storia di un altro simbolo di Capri, la Certosa di San Giacomo: il più antico monastero dell’isola risalente al 1371, costruito per conto del conte Giacomo Arcucci sulla proprietà un tempo appartenuta alla sovrana Giovanna I d’Angiò.
Capirai meglio di cosa stiamo parlando dopo aver letto tutto il nostro articolo.
Le curiosità legate alla tradizione profumiera di Capri:
Carthusia è oggi riconosciuta come la fabbrica di profumi dell’isola di Capri. Le sue fragranze esclusive in grado di rievocare meravigliose ambientazioni bucoliche, sono il risultato di una sapiente formulazione ottenuta dall’utilizzo di essenze estratte da ciò che la natura regala all’isola. Il marchio ha come simbolo un’iconica sirena in stile liberty avvolta da fiori colorati, nata dall’estro artistico del maestro di pittura Mario Laboccetta che la realizza nel lontano 1948, ispirandosi alle mitologiche creature che si racconta abitassero i fondali dell’isola.
La nascita della tradizione profumiera dell’isola di Capri viene fatta risalire ai monaci certosini, in particolare il fautore fu il padre priore della Certosa di San Giacomo che informato all’ultimo momento della visita da parte della Regina Giovanna d’Angiò addobbò con bouquet dei fiori più belli presenti sull’isola il tratto che avrebbe dovuto percorrere per giungere al monastero.
La visita venne però rimandata e i bellissimi fiori che ornavano le strade del paese restarono lì per diversi giorni prima di essere portati via. Fu in quell’occasione che il padre priore si accorse del buon profumo che avevano lasciato all’interno dei loro contenitori. Una volta compreso il fiore a cui apparteneva quella fragranza, il Garofilium silvestre caprese, decise di produrne un profumo.
Nel 1948 vennero riportate alla luce le formule di questi profumi conservate per lungo tempo all’interno della Certosa di San Giacomo e con l’approvazione del Pontefice il priore si rivolse a un esperto chimico che si occupò di allestire all’interno del monastero un laboratorio (il più piccolo del mondo) dal nome Carthusia che sta appunto per Certosa.
Negli anni il piccolo laboratorio si ingrandì e acquisì sempre maggiore popolarità sull’isola raffinando la tecnica di lavorazione delle fragranze mantenendo gli stessi standard qualitativi (ancora oggi rigorosamente svolte in maniera artigianale proprio come avveniva una volta), arrivando a produrre ben 15 profumi diversi distribuiti in oltre 10 negozi distribuiti su tutto il territorio campano.
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Oggi la Certosa di San Giacomo ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach e dal 2000 la fabbrica profumiera Carthusia è di proprietà di un gioielliere dell’isola che l’ha acquistata per preservare un pezzo autentico di storia e di tradizione dell’isola che questa rappresenta.
Photo Credits:
Foto di Norberto Chavez-Tapiada Wikimedia
Foto di Cezar Suceveanu da Wikimedia
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