Sulle tracce di Giulio Grablovitz

Sospesa tra cielo e mare, Ischia è una perla di incomparabile bellezza incastonata nel Golfo di Napoli. Nota per le sue spiagge e le sue acque termali, l’isola è diventata nel corso degli anni una meta irrinunciabile per chi è alla ricerca di svago e relax. Non tutti sanno però che oltre un secolo fa questa terra è stata la casa di Giulio Grablovitz, scienziato, vulcanologo e sismologo inviato qui dal Governo italiano il 27 gennaio 1886 con l’obiettivo di indagare sul terribile terremoto che tre anni prima aveva distrutto la località di Casamicciola e i comuni limitrofi. Una volta giunto sull’isola, lo scienziato triestino finì in realtà per dedicarsi anche ad altri studi. Nel corso della sua permanenza si occupò di maree, astronomia, esoterismo e di fenomeni misteriosi come le strane apparizioni luminose che gli abitanti dell’isola affermano di vedere ancora oggi.

Ad Ischia Grablovitz fondò e diresse il primo Osservatorio Geodinamico del Regno d’Italia ma ebbe anche l’intuito di realizzare sismografi leggibili attraverso un principio che ha fatto da guida ai suoi predecessori. Difatti i pendoli di Grablovitz sono considerati i remoti antenati dei moderni sismografi.

L’isola di Ischia è tutt’ora affezionata a questa geniale personalità che, secondo alcune ipotesi, avrebbe ispirato Jules Verne nella costruzione dei personaggi dei suoi romanzi.

È opinione comune che Grablovitz ci abbia lasciato un’incredibile eredità fatta di invenzioni, dati e intuizioni avanguardistiche. Ci siamo messi sulle tracce dei luoghi da lui frequentati negli anni di permanenza sull’Isola, dal Palazzo Reale all’Osservatorio di Casamicciola, fino alle torri saracene di Forio, dove si narra che lo studioso avesse fondato una loggia massonica.

Palazzo Reale di Ischia

Eretto nel 1735 per volere del protomedico Francesco Buonocore e in seguito acquisito dalla famiglia reale famiglia dei Borboni del Regno delle due Sicilie, il palazzo divenne in seguito al terremoto del 1883 e per un breve lasso di tempo la sede dell’Osservatorio meteorologico e geodinamico. È qui che Grablovitz iniziò a elaborare le sue indagini geofisiche. Oggi Palazzo Reale ospita lo stabilimento balneotermale militare.

L’Osservatorio geofisico di Casamicciola

Istituito dopo lo stesso terremoto del 1883, l’osservatorio fu il primo di una più ampia rete nazionale nata con l’intento di monitorare l’andamento geofisico e prevenire altre catastrofi come quella di Casamicciola. Per l’epoca si trattava di una struttura altamente tecnologica. Al suo interno ospita tutt’oggi un dispositivo decisamente originale per la registrazione dei terremoti, progettato e costruito nel 1885 da Grablovitz: la cosiddetta “Vasca sismica“, costituita da una vasca colma d’acqua che, oscillando nel corso di un sisma, muove un galleggiante, trasmettendo tali movimenti a un registratore. Con questo strumento lo scienziato riuscì a registrare persino il terremoto di San Francisco del 1906. Nell’osservatorio è possibile ammirare la vasca – che è ancora funzionate – oltre a un vasto archivio storico e fotografico.

Le torri saracene di Forio

Il comune di Forio d’Ischia, situato nella parte orientale dell’isola, conserva i segni delle invasioni subite da parte dei Saraceni nell’architettura locale. Non a caso, lungo le sue coste sono presenti numerose torri di avvistamento e difesa. Una di queste, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata la sede della loggia massonica che Giulio Grablovitz avrebbe fondato dopo il suo arrivo a Ischia. Alcuni simboli presenti sui pavimenti farebbero pensare che questa società segreta si riunisse qui per discutere degli strani fenomeni che sembra si verificassero a quei tempi sull’isola, come forti boati e fenomeni luminosi al largo delle coste dell’isola d’Ischia.

Potete raggiungere l’isola tratime diverse tratte dalla terraferma come con i traghetti pozzuoli ischia che dalla città, dove avrete avuto modi di ammirare le sue bellezze, vi faranno arrivare in questa ulteriore bellezza del territorio.

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